3 Film Horror da Guardare su Netflix:

Creep, Home for Rent e Incantation

Per gli amanti del brivido e della tensione, Netflix offre tre titoli che si distinguono per la loro originalità e per la capacità di giocare con le paure più profonde, sfruttando il linguaggio cinematografico per amplificare l’orrore: Creep (2014), Home for Rent (2023) e Incantation (2022). Ognuno di essi adotta una prospettiva diversa, esplorando il found footage, l’orrore occulto e quello psicologico con maestria.

1. Creep (2014) – Diretto da Patrick Brice

Creep si inserisce nel sottogenere del found footage, sfruttando il punto di vista della videocamera per amplificare la tensione. La storia ruota attorno ad Aaron, un videografo assunto per documentare la vita di Josef, un uomo solitario e apparentemente innocuo che vive in una baita isolata. Tuttavia, quella che sembra una semplice richiesta di lavoro si trasforma in un incubo, poiché Josef rivela tratti sempre più inquietanti della sua personalità.

A differenza di molti film dello stesso sottogenere, Creep si discosta dall’orrore sovrannaturale per concentrarsi su una minaccia più terrena e psicologica, simile a quanto visto in Misery (1990) di Rob Reiner, dove l’orrore deriva da una persona reale e disturbata. Il film richiama anche Henry: Portrait of a Serial Killer (1986), un’opera che esplora il male umano nella sua banalità e crudeltà. Mark Duplass, nel ruolo di Josef, costruisce magistralmente un personaggio che oscilla tra il simpatico e il terrificante, mantenendo lo spettatore costantemente sulle spine. Questo dualismo ricorda iconici villain del cinema come Norman Bates in Psycho (1960) e Patrick Bateman in American Psycho (2000), personaggi che combinano fascino e follia in modo inquietante.

2. Home for Rent (2023) – Diretto da Sopon Sukdapisit

Home for Rent, horror thailandese, si colloca nella tradizione dei film che esplorano il terrore occulto nascosto nelle pieghe della vita quotidiana, seguendo l’esempio di capolavori come Rosemary’s Baby (1968). Proprio come il film di Polanski, Home for Rent costruisce una tensione crescente attorno alla paranoia della protagonista, Ning, una madre che affitta la sua casa a una coppia di donne apparentemente normale, ma che si rivela legata a una setta oscura con inquietanti piani per sua figlia. Il senso di isolamento e la crescente incertezza sulla verità evocano le stesse sensazioni di claustrofobia mentale vissute da Rosemary, dove ogni figura di fiducia, persino il marito, si trasforma in una potenziale minaccia.

Il film combina abilmente elementi di horror psicologico con l’occultismo, similmente a altri titoli che esplorano il rapporto tra vita familiare e sovrannaturale, come The Others (2001) di Alejandro Amenábar. Il costante senso di pericolo che incombe sulla protagonista, unito all’escalation della trama e alla lotta disperata di Ning per proteggere sua figlia, rende Home for Rent uno dei titoli imperdibili per gli amanti del genere.

3. Incantation (2022) – Diretto da Kevin Ko

Incantation è un esempio di horror mistico che attinge profondamente dal folklore taiwanese, un terreno fertile per narrazioni legate a maledizioni antiche e riti oscuri. Il film racconta la storia di una madre che cerca di proteggere sua figlia da una maledizione scatenata sei anni prima. Con un approccio che mescola il found footage e una narrazione frammentata, Incantation ricorda film come Noroi: The Curse (2005), che combina tradizioni popolari con l’estetica documentaristica per costruire un’atmosfera di terrore sottile ma persistente.

Il film di Kevin Ko richiama anche titoli che esplorano il potere distruttivo dei segreti familiari, come Hereditary (2018), dove le conseguenze di un passato oscuro si manifestano sotto forma di un orrore inarrestabile. In Incantation, l’infrangere antiche regole si traduce in un’escalation di eventi tragici, culminando in rituali inquietanti e visioni disturbanti. Come in The Ring (1998), la maledizione è un’entità inarrestabile, una forza oscura che travolge ogni tentativo di salvezza. Le immagini sinistre e i simboli arcani presenti in Incantation ricordano anche l’impatto visivo e psicologico di L’esorcista (1973), dove il soprannaturale si intreccia con la fragilità umana, lasciando lo spettatore con un profondo senso di impotenza.

Conclusione

Creep, Home for Rent e Incantation rappresentano tre volti distintivi dell’orrore, ognuno con una modalità unica per inquietare e terrorizzare lo spettatore. Dal minimalismo psicologico di Creep alla tensione occulta di Home for Rent, fino alla forza mistica e disturbante di Incantation, questi film dimostrano come l’orrore possa assumere forme diverse, tutte egualmente spaventose. Tutti coloro che cercano un’esperienza horror capace di intrigare e spaventare certamente non rimarranno delusi da questi tre titoli!